OBIETTIVO ETICO


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In una società che ci proietta sempre di più nella suddivisione delle competenze, il significato delle abilità sembra subire una crisi che non risparmia nemmeno chi possiede ancora la volontà di mettersi in gioco. Preparare delle persone capaci di essere indipendenti non dovrebbe essere solo un diritto, ma un dovere di ogni società civile che offre a tutti la possibilità di valorizzare le proprie passioni, se per una serie di ragioni non si ha avuto l’occasione di farlo, dovendo adattarsi e limitarsi a rispondere alle esigenze lavorative settoriali. Lo spazio che s’interpone tra il dire ed il fare è costellato da dubbi e insuccessi, gli unici che però ci insegnano l’umiltà del non sapere, e ci restituiscono la possibilità di arricchire enormemente la nostra esperienza di vita, sia lavorativa che culturale. Una persona che riesce ad esprimersi, anche attraverso le abilità, è senza dubbio una persona che ama quello che sta facendo, al di là dei soldi e del prestigio che ne può derivare. Prima di tutto, imparare significa scoprire dalla vita come se non ce ne fosse mai abbastanza; in questo contesto parliamo di talenti e capacità, ma quando ci apriamo alla curiosità, al dubbio e alle domande, ovvero il solo modo per difenderci dall’approssimazione, tutto questo diventa l’unica occasione che abbiamo per diventare ciò che siamo.


Lo sviluppo delle capacità, delle abilità e dell’ individualità umana che ci siamo preposti di recuperare per il valore e la nobiltà del lavoro, non riguarda il solo punto di vista della tradizione.  La creatività è spesso vista come qualcosa che si possiede o non si possiede. In realtà, la creatività non è una dote innata ma è per l’85% una abilità appresa che va coltivata, sviluppata e fatta crescere. Questa capacità è stata sempre oggetto di studio nella storia dell’uomo, tra le moltissime definizioni la più citata è quella fornita dal matematico Henri Poincaré: “Creatività è unire elementi esistenti con connessioni nuove, che siano utili”. Quindi possiamo definire la creatività come un processo mentale che procede per associazioni tra idee e concetti già esistenti, e dà origine a idee e concetti nuovi, oltretutto è una capacità produttiva: un’attività non fine a se stessa, ma orientata al conseguimento di un obiettivo. Le persone creative si chiedono sempre il perché di una cosa, raramente accettano il mondo così com’è. Un po’ come con un problema di matematica, dobbiamo arrivare a descrivere il problema in modo tale che esso comprenda tutto il necessario per farci arrivare alla soluzione. Più raccogliamo informazioni più abbiamo delle basi da cui partire.


SPERIMENTARE


Al fine di sviluppare idee uniche, è necessario avventurarsi al di fuori della nostra zona di comfort e sperimentare nuove idee e metodi di lavoro. Ci sono aziende che hanno sviluppato un concetto di lavoro che prevede un bilanciamento dell’80/20, l’80% del tempo viene dedicato al lavoro, il 20% alla sperimentazione. Lavorare su un progetto proprio permette di mantenere attive la mente e la creatività anche quando si esce da lavoro, di tirare fuori il proprio stile senza vincoli e di dimostrare che non si lavora solo per soldi, ma per soddisfazione personale, senza contare che se il progetto è buono può offrire nuove opportunità di visibilità e di lavoro.  Se pur a un primo sguardo la creatività può apparire come una caratteristica innata e difficile da avere, in realtà ha solo bisogno di essere stimolata ed allenata ogni giorno. Anche un Artista pieno di idee non sarà mai in grado di concludere nulla, senza sapere prima come creare ciò che ha nel cuore o nella sua mente. Immaginazione e Creazione sono facce della stessa medaglia, si compenetrano, ma non sono la stessa cosa. Arrangiarsi ed essere indipendenti significa saper affrontare la vita, tanto nei problemi lavorativi quanto nelle difficoltà sociali che ci circondano.       

LE ATTIVITA' MANUALI FANNO BENE AL CERVELLO 

La connessione mano-cervello rappresenta quell’alleanza essenziale che permette il nostro sviluppo neurologico. Si tratta di una realtà che l’antropologia e la psicologia conoscono da decenni. Da qui, nasce la necessità di incoraggiare i bambini alle attività manuali per promuoverne le capacità motorie e contribuire allo sviluppo cerebrale. Molti di noi sanno che quando arriva l’età adulta gran parte di queste attività vengono messe da parte. A meno che non facciano parte del nostro lavoro, tendiamo a non svolgere lavori manuali, e forse non tutti sanno che l’uso attivo delle mani per eseguire i più svariati compiti migliora il nostro umore. Oggi la neuropsicologia ci fornisce una visione molto interessante al riguardo. La tendenza degli ultimi decenni di glorificare il lavoro intellettuale sta diminuendo, inoltre privarci delle attività manuali andrebbe contro la nostra natura. Neuroscienziati come la Dott.ssa Kelly Lambert, dell’Università di Richmond negli Stati Uniti, sottolineano un aspetto interessante: "realizzare delle attività manuali riduce il tasso di depressione. In che modo? Attraverso la creazione e la trasformazione. Bisogna effettuare una serie di processi che ci portino a un risultato che ci soddisfi. Scolpire, modellare, ricamare, disegnare o persino piantare un fiore sono azioni materiali che si riflettono sul piano emotivo. Si tratta di cercare delle attività manuali che attivino il nostro circuito neuronale di ricompensa. Devono essere delle attività che associno allo sforzo cognitivo e di concentrazione, il piacere per ciò che siamo in grado di realizzare".


Le attività manuali fanno bene perché sono un catalizzatore, un mezzo per cambiare la chimica cerebrale. Cambia la fisiologia e la risposta chimica del cervello: vengono secrete endorfine e serotonina e si riduce la produzione di cortisolo (ormone legato allo stress). Le attività manuali migliorano la plasticità neuronale perché si creano nuove connessioni e con esse si contrasta il deterioramento cognitivo. Per concludere, è importante chiarire un altro aspetto. Non tutte le attività manuali apportano dei benefici psicologici. Se lavoriamo in una fabbrica o in una catena di montaggio, difficilmente queste attività ripetitive genereranno benessere. Bisogna quindi trovare delle attività che suscitino la nostra curiosità, il nostro interesse e che ci appassionino. Bisogna trovare qualcosa che ci soddisfi, che ci dia degli incentivi e che ci rilassi per raggiungere lo stato in cui il mondo si ferma, restiamo solo noi, e dove il nostro Io è completamente in sintonia con il processo creativo. Poche cose danno soddisfazioni maggiori.